Un bambino di nome Gilles
6 maggio 2012
Indossava un giubbotto di camoscio marrone. Stava lì, come un uccellino su un ramo, con Joanna a guardarlo, silenziosa, col timore di vederlo volare via. Eravamo in Canada, era il 1977. Niki Lauda aveva appena vinto il suo secondo Mondiale e aveva dato fondo alla sua rabbia nei confronti del vecchio Enzo. Una rabbia ricambiata. Così, Niki disse ciao, mollando la squadra alla vigila del GP a Mosport, mentre Ferrari licenziava in tronco Ermanno Cuoghi, capomeccanico di Lauda, a Lauda fedelissimo. Gilles Villeneuve così comparve. Come strumento di un dissidio feroce.
Ferrari, esasperato da un pilota capace di mettere in seconda linea le macchine che guidava, lo aveva piazzato lì, ” al posto di”. Preso chissà dove, motoslitte, lande sperdute e fredde, Gilles Villeneuve? Ma chi diavolo è? Qualche scampolo di risposta potevamo darlo, noi tre o cinque, che lo avevamo visto a Silverstone qualche mese prima, filare senza pudore su una McLaren di serie B, al suo debutto in F.1. Niente di che al confronto di cosa sarebbe stato. Un tifone, un’iradiddio. Impiegò qualche tempo, quasi un anno per rassicurare chi l’aveva scelto, dopo aver tritato semiassi e musi, barriere e speranze. Ma poi, una volta prese le misure, non le perse mai più. Misure solo sue, ovviamente, calibrate su un cuore sproporzionato. Un piccolo bambino capace di buttare lì enormità agonistiche, scelleratezze da blocco digestivo, una tenerezza dei tratti da innamoramento collettivo.
La memoria, adesso, snocciola una quantità di immagini indelebili. Il corpo a corpo con Renè Arnoux a Digione, quel volo a Long Beach mentre poteva vincere, un terremoto di barriere divelte a Silverstone, uno show alla cieca in Canada con l’ala anteriore della Ferrari che pare un parabrezza storto. Voli e spaventi distribuiti a chi aveva imparato a volergli bene anche per quel sistema lì, solo suo, di affrontare i rischi connessi al correre. Qualcosa che apparteneva ad un altro tempo, ad un’epica da primi capitoli. Nuvolari, infatti, come termine di paragone e di confronto. Non solo. Vittorie rare ma arraffate come il resto, con uno stile da scultore, roba da lasciare segni profondi nella memoria di tutti noi. E poi una disciplina nobile, quando venne la Ferrari buona per il titolo e il titolo sembò buono per Jody Scheckter, il suo compagno, un vero amico, rispettato sino in fondo, a costo di trattenere quella sua foga là .
Anno 1979. Sangue blu, del resto, il suo, come quello di Peter Collins nel cuore oscuro degli anni Cinquanta, ragazzi convinti di avere tempo a sufficienza per prendere il dovuto, disposti a cedere il passo come fanno i cavalieri. Non ne avevano di tempo, entrambi, purtroppo. Che così fosse lo sospettammo tutti, a rate, osservando Gilles fare il matocco guidando una Fiat 131 da Montecarlo a Maranello con record del mondo battuti a raffica, guidando elicotteri senza alcun brevetto, seguendo le strade dall’alto, guidando motoscafi con sotto motori abnormi, guidando in pista con un coraggio virato all’autolesionismo. Uno spettacolo. Roba da fermare la domenica per aspettare il suo casco rosso e blu dentro la Ferrari. Ragazzi e mamme, uomini maturi e anziani. Tutti conquistati, tutti terrorizzati, perchè il conto andava ad allungarsi e il gioco poteva finisre di colpo, da una curva all’altra.
E’ morto in un sabato di maggio, giorno 8, anno 1982. Il conto arrivò puntualmente e la forma offrì una continuità con il resto. Gettato nel cielo, scardinato dall’abitacolo, una cosa mai vista, Nudo e solo come un bambino violentato, come quel cardellino comparso in quell’autunno del’77 all’improvviso. Nel giorno della fine Gilles era senza alcuna grazia. L’aveva perduta a Imola, pochi giorni prima, tradito dal suo compagno e amico Didier Pironi, dalla Ferrari. Perchè anche lui, Villeneuve, era ormai ben più in mostra rispetto al Cavallino, perchè da Maranello, Gilles era pronto a fuggire via. Così, la sua morte tragica e persino simbolica nella dinamica, ebbe attorno una amarezza da rimpianto, una lista di sospetti e sensi di colpa lunga così.
Il film era finito e noi tutti, pur avvisati con anticipo, avevamo a che fare con una tristezza sconsolatissima. Gilles era stato troppo presente e adesso la pista mostrava un lutto a forma di voragine. Nessuno avrebbe potuto compensare, farci dimenticare. Come capita con i figli più vivaci ed esposti, Gilles aveva scatenato un istinto protettivo formidabile. Quel tempo che lui aveva scandito, con lui si era spento. Un tempo denso, intenso. Con dentro un’umanità  tenera e violenta, il senso terribile e antico delle corse.  Ricordo di aver rivisto subito dopo la tragedia quelle ultime immagini girate a Zolder, durante le prove. Sapevo come era andata a finire, così come si sa come finisce Ettore che si batte contro Achille. Eppure, fotogramma dopo fotogramma, ricordo di aver sperato sino a convincermi di essere accontentato, che il finale fosse diverso, fosse un altro. La Ferrari che passa e che va via, da quello squasso, lui Gilles che sbuca fuori intatto, con il suo sorriso, la sua tromba, quella leggerezza che hanno solo i figli prediletti, appunto, solo i bambini.
di Giorgio Terruzzi
DISCLAIMER
Poiche' i contenuti dei commenti scritti dagli utenti vengono pubblicati in tempo reale, e' possibile che talvolta vengano visualizzati dei messaggi che potrebbero non essere adatti al contesto di questo sito.
Percio' utilizzare questo sito per inserire dei contenuti, significa accettare di non pubblicare alcun materiale osceno, diffamatorio, blasfemo e illegale.
Mediaset non e' responsabile per il contenuto dei messaggi pubblicati in tempo reale. L'autore e' l'unico responsabile del contenuto del commento.

Disclaimer - www.sportmediaset.mediaset.it

(82 votes, average: 4,79 out of 5)
sadena - 6/05/2012
Grandissimo!!!!!
segnala un abuso
Luca1985 - 6/05/2012
Belle parole!!! Grande Terruzzi
segnala un abuso
edoedoedoedoedo - 6/05/2012
Quando i motori erano ancora poesia
segnala un abuso
kurosahwa - 6/05/2012
Credo che ancora oggi i rimorsi siano pesantissimi di due settimane prima ad Imola nell’82…quel cartello scellerato: 27 (Gilles) e 28 (Pironi) SLOW! Un’ambiguità assurda che di lì a poco ci spezzò il cuore! Dio creò Gilles Villeneuve e gettò lo stampo.
segnala un abuso
gillesvive - 6/05/2012
Eterno ed inarrivabile per ciò che ha trasmesso e per ciò che ha lasciato
segnala un abuso
GILLES.VILLENEUVE - 6/05/2012
C’e’ un gilles in ognuno di noi, c’e’ un Gilles in ogni uomo che ha la passione per la velocita’ a prescindere dal mezzo meccanico.
Gilles Villeneuve vive…………..vive in ognuno di noi.
segnala un abuso
frankiebeerross - 6/05/2012
Io pagherei qualsiasi cifra per vederlo guidare in questa formula uno!,chissà cosa avrebbe detto su tutta questa elettronica e i pneumatici.Credo che forse sarà con suo figlio in macchina quando guiderà la sua.
segnala un abuso
TouchTooMuch - 6/05/2012
Complimenti per l’articolo, per il ricordo di Gil e di un tempo che non c’è più.
L’ho letto con molta amarezza, perché ogni volta che leggo di lui, o guardo filmati suoi e di piloti suoi simili, mi rendo conto di quanto sia cambiata in peggio la F1, e di come si sia perso lo spirito nobile che animava i signori che hanno dato vita alle competizioni motoristiche, e che han fatto sì che tali competizioni sopravvivessero a tragedie e a scandali nel corso degli anni.
E’ cambiata la gente, è cambiata la mentalità non solo degli addetti ai lavori, ma anche di molti appassionati. E questo paradossalmente è ancora più grave. Nel motociclismo i cavalieri del rischio esistono ancora (vedi il TT), in F1 no. La razza di Gil si è estinta, e se non si fosse estinta, ci avrebbe pensato un regolamento demenziale a penalizzarla, e un sistema ipocrita a boicottarla.
segnala un abuso
caricoale - 6/05/2012
Gilles , Marco … pochi titoli iridati ma molti cuori, milioni di cuori conquistati con il loro essere persone , piloti ,guerrieri, i sorrisi , la simpatia ma soprattutto la passione vera per le corse.Non vi Dimentichero’ mai!!!
segnala un abuso
tifoso corretto - 6/05/2012
sig. Terruzzi, i miei personali complimenti per come ha descritto quegli anni, quelle sensazioni , quegli avvenimenti.Lei mi Ha ricordato un altro grande giornalista , Alberto Sabbatini , che , per onorare Gilles , a pochi giorni dalla sua morte gli dedicò un magnifico epitaffio mutuato dall’ Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.
segnala un abuso
elegpi - 6/05/2012
Sig.Terruzzi la ringrazio infinitamente per quanto scritto di Gilles.
Indimenticabile in tutto e per tutto quello che ha compiuto nei suoi veloci ed irripetibili anni.
Ha lasciato dentro di me un vuoto incolmabile,Gilles sarà sempre Gilles.
Anche dopo 30 anni da quel terribile 8 maggio l’emozione è sempre la stessa…..piango.
segnala un abuso
ilKing - 7/05/2012
ieri ero a Castel d’ario in provincia di Mantova, dove c’era un arzillo Renè che stava vestendo i panni per salire sulla 312-t4 di Gilles…all’accensione del motore…che emozioni, non ho vissuto la febbre Villeneuve perchè non ero ancora nato, ma ieri le emozioni e la nostalgia erano palpabili nell’aria, sembrava un tuffo nel passato, il rombo e vedere quella Ferrari in strada con il nome Gilles Villeneuve sul fianco…beh un tuffo al cuore. Evento memorabile.
segnala un abuso
kaarlt - 7/05/2012
Indimenticabile Gilles…..l’unico e ribadisco L’UNICO ad offuscare il mito stesso della Ferrari……
segnala un abuso
zebrone.75 - 7/05/2012
nel 1982 avevo 7 anni e da 3 guardavo la F1 con mio papà :non capivo bene cosa fosse,ovviamente.All’epoca non c’erano tattiche,box e millesimi:c’era Piquet che vinceva(questo ricordo) e c’era da vedere cosa avrebbe combinato Villeneuve.Bastava quello. semplicemente inimitabile, un bambinone puro e ingenuo, tradito da quelli che dovevano essere la sua famiglia.Gilles pilota è morto quel pomeriggio a Zolder,ma il gilles che tutti amavamo era già morto 2 settimane prima a Imola.ogni tanto rivedendo le immagini sembra quasi che l’abbia cercato,comunque non era lucido per fare un incidente così.bell’ articolo, Terruzzi.
segnala un abuso
zebrone.75 - 7/05/2012
c’era un ragazzo che lo ricordava molto, purtroppo è in cielo anche lui. forse è il destino di chi nasce per diventare un mito. un pensiero anche al SIC. scusate la divagazione ma vedo una certa somiglianza e questo mi rattrista: a 7 anni piansi come il bambino che ero, a 37 l’ ho fatto da uomo ed è stato ancora peggio
segnala un abuso
nandop6 - 7/05/2012
Complimenti a Giorgio Terruzzi per l’articolo, bellissimo.
segnala un abuso
gio_08_11 - 8/05/2012
Ero ad Imola quando fu tradito dal velocissimo Pironi, in prima fila nel prato di fronte ai box, tifoso sfegatato. Mai per nessun’altro così tanto. Gil vive
segnala un abuso
kingmarzio - 8/05/2012
Bellissimo, quanto la descrizione del duello con Arnoux in edicola… complimenti, come al solito!
segnala un abuso
P1081ELE - 8/05/2012
Gilles, siamo ancora qui, 30 anni ma il ricordo è vivo , tu sei vivo nei nostri cuori, oggi come ieri e come domani. Impossibile accettare un dolore così grande , impossibile dimenticarti. Quando voglio gioiere , quando vogliamo divertirci, le tue immagini di Digione, Jarama , Canada sotto l’acqua, Montecarlo, scorrono davanti a noi. Non smetteremo mai di ringraziarti per come ci hai fatto divertire, per averci mostrato quanto bello possa essere il nostro sport. Sei stato il nostro ultimo , eterno eroe. Ciao Gilles
segnala un abuso
gabryff - 9/05/2012
Grande Gilles!!!
segnala un abuso
Stefanozzo - 9/05/2012
Pazzesco sentire su Raisport le parole di Monetezemolo che afferma che Villeneuve gli ricorda ( TENETEVI FORTE ) Kimi Raikkonen.
Motivazione: entrambi non amavano perdersi nelle faccende tecniche, tattiche e di messa a punto ma bramavano entrare subito nell’abitacolo per correre e gareggiare.
segnala un abuso
padrone.macchia - 10/05/2012
Io non ho vissuto in diretta le battaglie di Gilles, ma rivedendo i filmati mi è venuta la pelle d’oca: “Ecco perchè papà me ne parla sempre” ho detto. Veramente un grande! A me più che Raikkonen Gilles mi ricorda Hamilton, entrambi molto grintosi, estremi e per questo non esenti da errori.
segnala un abuso
jakucho - 28/09/2012
Anche a me gli anni pesano ,ma quello che mi rimane ,e’ L ‘ allegria di POTER LEGGERE ancora per tanti anni , i pensieri e i grandi commenti di un ****GRANDE COME LO E’ il NOSTRO G I O R G I O T E R R U Z Z I ****..GRAZIE di CUORE ….jakucho…
segnala un abuso