E’ un paese per vecchi

15 giugno 2012

Cominciamo da due pubblicità. La prima è della Citroen e mostra un uomo che frega deliberatamente un altro fingendosi amico e utilizzando tre cagnetti ammaestrati per fare benzina a spese dell’altro.  Per chiunque abbia un minimo di senso delle regole o semplicemente di buon senso trattasi di stronzo da sbattere in galera. Invece pare un furbetto. Così si fa. Anzi, così facciamo, noi fighi. Noi italiani? Pare di sì. Complimenti.

Lo spot con il bastardo che frega l’amico va in onda prima o durante o dopo le partite del campionato europeo. Nonostante una massiccia e ammuffita campagna al sostegno degli azzurri faccio fatica a fare il tifo per questi ragazzi tatuati che – non  a caso – invecchiano col passare dei minuti. Circondati da parole che sanno di polvere, da volti impolverati, da una quantità di banalità pronunciate con la scusa della Nazionale che tutti ci unisce. Balle. Se poi aggiungiamo un tg o uno scanalamento casuale incrociamo ancora, costantemente vecchi chiacchieroni da talk show, invitati in una quantità stupèfacente di talk show (anche radiofonici per la verità) da conduttori bacucchi, convinti che una Santanchè, che so, un Borghezio, chiunque spari con il mitra pur di litigare, funzioni.

Invece l’unica cosa che va in moto è l’ acido lattico, abbinato ad una depressione senza sponde. Non solo vecchi mestieranti che non hanno nulla, ma proprio nulla da dire, ma una contaminazione che entra nello sport, vale a dire un ambito dove la leggerezza, la modernità, la ferocia agonistica, lo straniamento dovrebbero dominare la scena enamando energia. Forse, a furia di vecchi trucchi, vecchi sistemi, vecchie parole, anche il calcio presenta segni di logoramento. Certamente li innesca. Non a caso il dibattito più acceso attorno ai campionati europei ha viaggiato attorno alla parola “froci”.  In un festival di goliardica omofobia, mischiata a frasi così illuminate da sembrare finte pure loro. Paradossalmente l’immagine di come siamo da qui viene fuori. Dallo spot Citroen e da ciò che viene prima e dopo. Non a caso l’avventura italiana agli Europei, a detta di chi la sa lunga, è legato alla pastetta che potrebbero fare gli altri. Immaginati a nostra immagine e somiglianza, ovviamente, secondo una modalità preistorica anche quella. Questo siamo, del resto e a quanto pare. Bravi nel fregare la benza fingendoci amici.

Per fortuna arriva un piccolo aiuto prezioso e a sorpresa. Altra pubblicità. Questa qui appare su molti quotidiani a firma Louis Vuitton. Una foto. C’è il vecchio Muhammad Alì che osserva un bambino di cinque o sei anni. Il bambino potrebbe essere suo nipote ma non importa. Ha una bellissima faccia e indossa i guantoni. Alì, bellissimo pure lui, sembra dire:  ecco, tocca a te. Certo di avere davanti un ragazzino pronto e altrettanto fiero. Lui, che è stato moderno dalla prima all’ultima parola, si mette da parte. Lo dichiara. E, modernamente, in un orbita lontanissima da questa, lascia fare, lascia giocare, lascia sbagliare, lascia tentare. A chi ha gli anni e la forza per farlo, adesso, meglio, molto meglio di lui.

di Giorgio Terruzzi

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 I VOSTRI COMMENTI
  1. StefanoNovara - 15/06/2012

    Caro Terruzzi, parole sante
    voto 10+

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  2. czernobog - 15/06/2012

    articolo perfetto!!!

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  3. tifoso corretto - 18/06/2012

    Caro Terruzzi, seguo con attenzione il suo Blog soprattutto per gli argomenti che lei affronta e per il tono controcorrente e non” OMOLOGATO”
    che lei usa.
    Penso che dopotutto sia una questione di cultura e di educazione.
    E’ INUTILE RISENTIRSI se all’estero ci dipingono come quelli della Pizza e Mandolino o con il piatto di spaghetti condito con la pistola.
    Siamo sempre quelli, sempre pronti a gabbare , con l’improntitudine di voler trovare la giustificazione al trucchetto.
    Sta a noi, noi come singoli, non arrendersi e non allinearsi .

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  4. joyrid - 19/06/2012

    Ciao Giorgio,bello (l’articolo)..giusto..e come sempre BRAVO!!!!Però mi sorge spontaneo uno spunto ulteriore:tra le righe di questo articolo,come quello precedentemente scritto sugli eroi(Riva ecc)come quello su Villeneuve come quello sui ragazzi che rubarono la Topoolino, emerge sempre un elemento(anzi due) bellisssimi,che accomuna tutti coloro di cui tu scrivi:il cuore grande e la passione!E sono proprio questi due elementi uniti alla generosità, che ci hanno portato via,in un caso definitivamente,nell’altro solo in parte,i due massimi esponenti della tribù dei tutto cuore,dei generosi,dei coraggiosi:Simoncelli e Kubika.Ecco,con la delicatezza che ti contraddistingue sempre e con le tue parole mi piacerebbe che tu mettessi in evidenza le cose che li accomunano,accomunavano..perchè sono due esempi.

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  5. bion93 - 30/06/2012

    Peccato che non si possono mettere 10 stelle ad articoli del genere.

    Bravo Terruzzi, bellissimo pezzo. :)

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  6. Anonimo - 3/07/2012

    Lo sai che avevo iniziato a gudlaarra ma non mi aveva preso? Ora visto che anche tu la giudichi cosi bene sare0 il caso che la riprenda con maggiori attenzione.Io quest’anno oltre a Lost e Desperate Housewives ho iniziato a guardare Six Degrees (sempre di JJ Abrams) che mi ha preso non poco.E ovviamente aspetto con ansia l’inizio di 24

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  7. Anonimo - 5/07/2012

    il prossimo trscloao lo faccio solo sulla portantina e con uno stuolo di servitori. @spin: La tendina in bango l’ho attaccata con lo scotch ma non tiene. Il civico lo assegnano a fronte di una dichiarazione di chiusura cantiere, che ovviamente e8 tutt’altro che chiuso.La slunga non puf2 venire, non abbiamo ancora il citofono Non preoccuparti non puoi telefonarmi che tanto non abbiamo la linea LOLMi pare di essere in campeggio a me.

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